Like a rolling stone

Vedo pietre rotolare giù sul pendio e nessuno che le raccoglie.

Solo qualche Sisifo, so che non ce la faranno. Si impegnano, ma non ce la faranno.

Io non ci provo più, sono stanca di arrampicarmi: sono arrivata su e lascio correre le pietre, sono troppe e non riesco a ritirarle su. Vedo loro che tentano all’infinito e non capisco come fanno.

Forse un giorno capiranno, forse no. Io sarò già dall’altra parte della montagna, a vedere come stanno le cose: un mucchio di niente, che le pietre importanti sono rimaste tutte dalla parte opposta. Quello che conta ha smesso di contare e non si ricorda nemmeno più dov’era arrivato. Ho provato a contare le pecore ma non funziona: il soffitto è sempre pieno di cose a cui pensare.

Io voglio essere dall’altra parte della montagna, quindi ci vado. In fondo è solo questione di buona volontà. Forse non è nemmeno così buona, ma fa niente, meglio rotolare giù a valle, scollinare in quella valle senza lacrime, ché ormai è tardi anche per loro.

Non lo vedete il tramonto? E’ così bello.

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Paure

I bambini sono più sinceri di voi. Dicono le cose in faccia, preferiscono la verità.

Non si nascondono dietro i sorrisi, se c’è da piangere si piange, se c’è da tenere il broncio si tiene il broncio.

I bambini sono più coraggiosi di voi. Guardano la realtà in faccia, preferiscono la verità.

Non si nascondono e non indietreggiano, tengono alto lo sguardo e affrontano quello che c’è da affrontare.

I bambini sono più onesti di voi. Pensano quello che dicono, dicono quello che pensano. E basta.

Non fanno finta di niente come voi. Non si alzano al mattino sapendo che sarà un altro giorno uguale a quello di prima, perché i loro giorni sono tutti diversi. Non stanno a fissare il muro ripensando e rimuginando sulle scelte, non rimangiano quello che dicono. Non hanno paura, non delle cose importanti almeno.

Ma ognuno, in fondo, ognuno ha i propri mostri.
Vado a nascondermi nell’armadio, così vi posso spaventare ancora un po’ mentre mi accerto che il mio sia sempre lì fuori ad aspettare che mi svegli.

Lista dei regali

menosette

  • l’altra sponda del letto
  • un treno a impatto zero centimetri
  • una scarpa sugli addominali
  • un letto d’asfalto su cui tuffarsi
  • le linee curve, quelle giuste
  • colori, tutti possibilmente
  • coraggio, da usare tutto in una volta trattenendo il fiato e chiudendo forte gli occhi, con i pugni stretti.

 

Un puzzle di pezzi perfetti che non si incastrano con la mia forma, che forse non ce l’ho perchè non l’ho mai decisa.

Ho messo la testa nel frigo.

Mi sono rinfrescata le idee.

Mi sembra giusto che io debba necessariamente lasciare più spazio e.

Non lo so, diventare bidimensionale.