Là dove vola lo sguardo

Principessa di un castello di sette piani senza ascensore, inarrivabile con le dita se non in prospettiva, un miraggio umido, un’oasi luccicante, anche due se ti riuscissi a guardare negli occhi.

Ho sognato di vederti blu, più blu dell’oceano d’aria che ci separa.

E dal tuo alto rimani immobile, con lo sguardo attento e dritto, fiero e convinto.

Ma troppo in alto, troppo, troppo in alto.

 

Spazi vuoti

Non so nemmeno perchè lo faccio.

Sul serio, non lo so. Non mi pare proprio che questa cosa abbia senso. Non ce l’ha, non ce l’ha affatto.

Un cruciverba di cui non so nemmeno una risposta.

Giro su me me stessa e mi gira la testa.

Le pareti della stanza sono color buio, siete solo voi a voler far luce.

La mia lingua non la parla nessuno, me la mordo per non sbagliare ancora.

Che si alzino pure i toni, tanto io sono sorda e non ci faccio caso.

E lascio che ci sia odore di truffa, anche se la verità me la dice lo specchio.

Ho le mani in mano, perchè decido io, credo le terrò a pugno.

 

Il sesto dov’è? E’ dentro quello? E’ quello che non ammettiamo?