Porta[mi via con te]

Se disegnassi una porta in più di fianco a quella di fronte a te avresti più possibilità, forse.

Il bivio non ti piacerebbe nemmeno, ché non ti piace scegliere. Almeno una porta sola ti eviterebbe il dilemma interiore.

E invece no, io ti disegnerei un’altra porta, uguale uguale all’altra.

Ma ho solo una matita rossa, di quelle con la punta grossa:
ti accorgeresti subito del trucco e ti gireresti verso di me.

“Cosa me ne faccio se tanto è finta? Non la posso mica scegliere davvero.”
“Peccato però, è bella quella porta rossa, ma non si apre.”

Ti sento già dire queste parole mentre ormai sto disegnando.

Tiro righe più dritte di chi non vuol salutare, riempio gli spazi
che se no sembrano incolmabili.

Io ti disegno un’altra porta, uguale uguale all’altra, ho deciso.

Ma è rossa, tremendamente rossa, si vede che è sbagliata.
Non devi nemmeno pensarci, lo sai già che non funzionerà.

Così ti avvicini all’unica porta, l’unica vera, sospirando.
Metti la mano sulla maniglia, la stringi, ti fermi. Sospiri.
Chiudi gli occhi e rimani ferma, immobile ed eterna.

Cosa fai? La apri? Aspetta, ti prego. Cerco un’altra matita.