Pagliaio

Sarà colpa vostra, che mi perseguitate da una vita.

 

La tua, che quando ero piccola mi hai fatto piangere così tante volte.
Che tornavi così spesso a torturarmi, sempre costante, sempre presente.
Con quel tuo sentirti utile, voler aver ragione e sentirti necessario.
Che mi rubavi ciò che era mio, senza mai sentirti in colpa.
Con tutta quella roba, chissà cosa te ne sei fatto. Forse niente.

 

La tua, che mi hai fatto perdere sempre. Sempre, sempre perdere.
Che mi ritrovavo sempre sola, con le lacrime agli occhi, impaurita.
Già fra gli scaffali, la gonna sbagliata e i colori che mi distraevano.
Che crescendo gli spazi sono cresciuti, così da render tutto difficile.
Con tutte quelle strade, quei bivi, e una paura fottuta di sbagliare.

 

La tua, che mi tieni ancora appesa a te, che mi prendi alla gola.
Che da anni, tanti anni ormai, siamo nemici, non mi accontenti mai.
Così cattivo da tenermi giù da quella scatola che senza di te è niente.
Che continui a ronzarmi in testa, pensavo di essermi liberata ma no.
Sarà il tuo mestiere, ma lo fai male, fai male, perfidamente.

 

La tua, che di solito tieni tutto unito, sei simbolo positivo per molti.
Che però a me fai paura, ribrezzo, tremo come se fossi vivo.
Così vivo da potermi fare male, in fondo basta un punto ed è fatta.
Che non possiamo stare vicini, innocuo, mi fai paura lo stesso.
Già che ci sono mi faccio venire anche i brividi al solo pensarti.

 

Gli unici buoni sono quelli che mi lasciano il segno e quelli che profumano di bosco.

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