Se piove e c’è il sole

Il sole si impunta, sta lì e non se ne va.

La pioggia è incessante, scroscia rumorosa.

Certe volte lascia scappare anche chicchi di grandine.

Il sole sta lì, fisso, ha deciso che non se ne va.

 

Se piove e c’è il sole c’è buona probabilità di vedere un arcobaleno.

Ogni giorno

La bambina sbatteva i piedi per terra, calpestando nemici invisibili.
Con la faccia imbronciata e un furioso rossore sulle guance, era lì lì per scoppiare in lacrime.
“Non ho voglia, non ho voglia, non ho voglia!”
Una manina chiusa a pugno e l’altra ancora stretta a quella della madre, che dall’alto sospirava e lasciava che la piccola strattonasse con tutta la sua forza.
“Dai, fai la brava, non sarà poi così male no? Ci vanno tutti, magari finisce addirittura che ti diverti…”
“No, no e no. Non ho voglia e non mi piace. Non ci voglio entrare, non ci voglio stare e non mi piace.”
“Non farmi arrabbiare, tanto alla fine ci devi andare e lo sai. Dai, da brava, ora ti calmi, prendi un bel respiro, la smetti di fare scenate ed entri.”
“No.”
“Per favore, mi sto arrabbiando.”
“No.”
Intanto la bambina aveva lasciato andare la mano della madre, che era ricaduta stancamente lungo il fianco. La piccola invece le sue braccine le aveva strette intorno al petto, incrociandole una con l’altra. Gli occhi fissi sulla ringhiera del cancello, guardava senza guardare davvero.
“Non ci voglio andare.”
La madre si spazientì. Prese la bimba in braccio e la accompagnò fino dentro, mentre ormai le lacrime avevano avuto la migliore.
Poi la madre se ne andò, lasciando da sola la piccola, che si stava ancora chiedendo perché dovesse stare lì, a cosa le servisse e come avrebbe fatto a resistere.
Intanto i suoi compagni intorno ridevano e scherzavano. Cosa avessero da essere così contenti non lo capiva proprio.
Lei pensava solo a come scappare, osservando l’orologio scandire i secondi.

Centimetri

Il giorno che cresco è il giorno che mi allungano le gambe nel sonno.

Lo faranno dopo avermi spedita nel mondo nei sogni e detto di non tornare subito.

Facendomi ciao con una mano e stringendo il gas sulla mia bocca con l’altra.

E mentre io sognerò di correre velocissima, tagliando il vento in due, loro mi tireranno.

Sarò così alta da prendere le nuvole, mettermele intorno al collo e coprirmi le spalle.

Loro mi tireranno, con un ghigno felice e simpatico, tradito solo dallo sguardo cattivo.

Il giorno che cresco è il giorno che mi allungano le gambe nel sonno.

Mi risveglierò sudata, piena di lividi. La testa smetterà di stare fra le nuvole. E poi non so.

It’s quite quiet to quit

The day I’ll get to read my mind it’ll be like having read all the books written in human history.

It’s a rope that swings in the air, it’s high, you can’t see if it’s strong enough to keep you up.

It’s the horizon line you could write on at sunset. But it’s burning and it’s untouchable.

It’s a dotted path that a bird ate away. No chance you can find how to get back nor forth.

It’s a blank page, really, it’s blank. And it’s black.
Ink has fallen on words and covered them all like a blanket.

 

 

Lights are off. Senses are all out of work.
Silence holds breath, so do I.
Have you ever listened to a phone when the line is gone?

V

Non capisco perchè ti ostini tanto.
Ormai è chiaro, non siamo fatte l’una per l’altra.
Siamo troppo distanti.

Non dovresti impegnarti ancora con me.
Potresti dedicarti ad altri, sarebbe meglio.
Sono sicura sia così.

Se ti guardo gli occhi non vedo il fondo del tunnel in cui mi perdo e allora non ti guardo. Non so se chiuderli o abbassarli. Saracinesche di un’attività fallita come i piccoli negozi di periferia dei bei tempi andati.