L’altalena

Stare seduti e dondolare sempre più forte.
Sempre più in alto guardando giù.
Sempre più in alto guardando su.
Sempre più in alto, sempre più forte.
Spiccare il volo mentre si è all’apice del successo e staccarsi da tutto. Sentire il proprio corpo libero dalle certezze materiali e farsi circondare solo dall’aria. Sentire ogni parte di sé stessi svincolata da quello che fino a un attimo prima ci aveva tenuti al sicuro.
Chiudere gli occhi e credere di poter cavalcare le correnti che in casa farebbero sbattere le porte. Continuare a volteggiare per attimi rallentati all’infinito. Controllare le scorte d’aria e ricordarsi che quella è l’unica cosa che non ci manca.

Accorgersi troppo tardi che bisogna tornare con i piedi per terra. Provare a ricercare l’equilibrio mentre l’asfalto ruvido si avvicina, ingrandendosi come sotto una lente.
SBAM
C’è chi cade in piedi, chi si sbuccia mani e ginocchia e si rialza in piedi, chi si lascia cadere di schiena e rimane giù a guardare il cielo, chi sbatte la testa e magari si risveglia domani.
C’è chi crede di esser caduto e sta ancora sognando sull’altalena.

 

“La vita umana è come un pendolo che oscilla incessantemente fra noia e dolore, con intervalli fugaci, e per di più illusori, di piacere e gioia”.
Arthur Schopenhauer

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