Teorema di Pitagora

Vi mostro sempre il lato peggiore di me.

E, come se non bastasse già così, ci costruite sopra quadrati.

Cateti e ipotenusa che reggono il gioco.

Grosse strutture in bilico e una paura folle che tutto crolli.

Vorrei farvi vedere i lati più scuri, quelli interni.

Ma su quelli non ci si costruisce nulla, no.

Cateti e ipotenusa si scambiano e si uniscono.
Basta credere nelle radici da cui tutto parte
e il risultato è garantito.
La geometria a tre punte è la più semplice:
è capire che due bastano ma tre è meglio
e il risultato è garantito.

Vi  mostro sempre i lati peggiori di me.

E sono spigolosa, acuta, mai ottusa, al massimo pungente.

Agli angoli ci si sente messi alle strette.

Il difficile sta nel non farsi chiudere. Ma dentro ci sono solo io.

Vorrei sapervi al sicuro, fuori, a costruire i vostri quadrati.

Che sono così perfetti, grandi e assolutamente stabili.

Cateti e ipotenusa si scambiano e si uniscono.
Basta credere nelle radici da cui tutto parte
e il risultato è garantito.
La geometria a tre punte è la più semplice:
è capire che due bastano ma tre è meglio
e il risultato è garantito.

Vi mostro sempre i lati peggiori di me.

Quelli che non vorrei vedere nemmeno io, mai e poi mai.

E invece sono sempre lì, sfacciati e senza troppi problemi.

Dentro un’area proibita e rimasta troppo tempo intrappolata.

C’è odore di chiuso, e non c’è regola che tenga: non si può uscire.

Vorrei lasciarvi entrare, ma soffochereste.

Continuate allora a stare seduti sui vostri quadrati.

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