stupide

Fanculo.

Non ho voglia di trovare belle parole, non devo per forza avere belle parole.

Belle parole. Stupide, stupide, stupide stupide stupide stupide stupide stupide stupide stupide stupide stupide stupidestupidestupidestupidestupidestupidestupidestupidestupidestupidestupidestupide
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stupidestupidestupidestupide.

 

Deturpare la visione impressa sulla retina quando si chiudono gli occhi la sera e ritrovarsi sogni vandalizzati.

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Il cuscino

[Non ti rendi conto di quello che hai finché non lo perdi]

Tu che sei sempre stato l’unico
a cullarmi e coccolarmi
a raccogliere i miei sogni e i miei pensieri
ad asciugare le lacrime e chiudermi gli occhi
ad aspettarmi ogni sera
a mantenere i miei segreti, anche quelli solo pensati
a farmi pesare di meno la testa,
a farla girare meno, a tenerla su

 

Tu che mi lasci sempre quando decido di andarmene.
Sono sempre io, però, che me ne vado.
Ma tu non mi hai mai seguita.
Non fino in fondo.
Non hai mai abbandonato il tuo letto.

Leggero e pesante allo stesso modo, non lo puoi fare.

Stare senza di te è avere paura che nessuno attutisca il colpo.

Il negozio, bis

In cambio avreste i miei sorrisi più rilassati, più duraturi, più veri. Li avreste per sempre. Li avrete.

Fermi e immobili. Fotografati nelle vostre memorie come una pellicola sensibile che non può esimersi da ricordare per sempre.

Sorrisi piovuti dal cielo o saltati fuori dal buio. Sorrisi sinceri, soddisfatti, sospirati ma con gioia.

Sì, in cambio avreste questo. Sareste sempre più lontani, sventolereste il vostro fazzoletto bianco mentre io ormai sarà lontana, ma voi avreste fazzoletti bianchi. E i miei sorrisi.

 

 

O forse solo uno, perpetuo.

 

 

Il negozio

Andate via.

Passate come davanti a una vetrina di un negozio che vende prodotti che non vi interessano.

Non c’è molto da vedere e quello che c’è non è nemmeno bello. Nemmeno qualcuno che aiuti.

Non ci sono sconti, per nessuno. Nessuna carta fedeltà.

Passate come davanti a una vetrina di un negozio che vende prodotti che non vi interessano.

Soffermandovi vedreste qualcosa che vi piace. Entrereste, ma non la potreste comprare.

Non ve la venderebbero nemmeno, preferiscono tenersi tutto. E fallire.

Passate come davanti a una vetrina di un negozio che vende prodotti che non vi interessano.

Passate oltre, sguardo dritto, alto, nessuna buona ragione per voltarsi a guardare.

Non ne avete bisogno, non vi serve, si sta meglio senza.

Passate come davanti a una vetrina di un negozio che vende prodotti che non vi interessano.

Andate via.

In fondo

 

 

“Ho sempre avuto un gran bisogno di stare da solo, la necessità di ampi spazi di solitudine, e quando non è così, come è avvenuto negli ultimi cinque anni, la frustrazione può manifestarsi in panico o aggressività. E quando ciò che mi ha spinto ad andare avanti per tutta la mia vita adulta, […] viene minacciato in questo modo, l’unico pensiero che mi rode dentro come un tarlo è fare in modo di andarmene. Sento che il tempo mi sfugge, mi scivola tra le dita come granelli di sabbia mentre io faccio…sì, che cosa?” (pag.44)

 

 

Non l’ho mica scritta io.