Umanità

Oggi mentre mi accasciavo miseramente su me stessa nel bel mezzo di piazzale Cadorna ho rivisto degli sguardi umani. Per quella mezzora ho smesso di essere misantropa e ho preferito ringraziare e basta. Non ai ragazzi dell’ambulanza, doverosa e superflua allo stesso tempo, ma alle due signore che mi hanno retto la fronte e sventolato un po’ d’aria fresca.

Non è successo niente ma il mondo ha girato molto in fretta.

 

[Ok, anche a quelli dell’ambulanza va un grazie, ma quello lo han scelto loro]

12 settembre

E così oggi era il mio compleanno.

Ora lo scrivo qui, così sarà come averlo detto a tutti, apertamente, senza averlo detto davvero.

Io odio questo cazzutissimo giorno. No, non mi scuso nemmeno per il linguaggio. Questo è un giorno cazzuto e così si deve chiamare. Giorno di merda se si preferisce. Un giorno di merda che ogni anno torna a punzecchiare i miei punti deboli. Fanculo.

No, io non festeggio il mio compleanno. Che cazzo c’è da festeggiare? Che sono più vecchia e più vicino al non concludere un cazzo? Se l’ho fatto in passato è stato solo per una buona causa. A quanto pare, fra l’altro, non è nemmeno bastata.

No, non mi piacciono i regali. Ancor meno gli oggetti, inesauribili togli-spazio-vitale. A parte pochi eletti, la maggior parte dei beni materiali non sono affatto dei beni. Sono dei cancri che ti fottono spazio: in casa, nel cervello, sulla linea del tempo.

Se potessi dormirei tutto il giorno. Passerei dall’11 al 13 come se niente fosse.

 

Il riassunto di tutto questo è un semplice fanculo. A me, al mio modo di ragionare, al calendario, alle convinzioni della gente, a quelle sociali.

Fanculo e buon non compleanno a chi è nato il 29 febbraio.