Tanto rumore per nulla

Era da tanto che non ascoltavo i rumori della città.

Della gente che già al mattino ha voglia di parlare, della voce metallica che annuncia i treni e di quella che scandisce le fermate. Dei passi frettolosi, delle porte della metropolitana e poi di nuovo della gente che già al mattino ha voglia di parlare.

Era da tanto che non dovevo più leggere le fermate guardando fuori dal finestrino.

Da tanto che non sentivo il rumore dei piedi fra i sedili, della musica degli altri, delle pagine sfogliate (le poche superstiti!), delle borse e degli zaini strusciati via da spalle e schiene.

Era da tanto che non sentivo i miei piedi scalpicciare sugli scalini, sulle banchine, sotto i sedili, sulla strada di casa.

Il responso è che potevo continuare a star senza tutti questi rumori.

 

Ti prego ipod, non mi abbandonare più proprio il lunedì mattina. Se puoi, non mi abbandonare più e basta.

Se proprio devi, avvertimi.

E cerca di farlo quando ho qualcosa di alternativo da ficcarmi forte nelle orecchie che non siano le mie dita.

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