Sasso

Questi primi mesi del 2014 sono così simili alla mia vita di dieci anni fa da farmi rimanere di sasso. Ecco, sono un sasso : nello stesso posto di prima, con intorno le stesse cose di prima. Solo qualche piccolo cambiamento, dovuto per lo più al tempo atmosferico – è cambiata l’atmosfera.

Intorno a me gli stessi volti, pietrificati in un lungo attimo da passare insieme.

[Certo, sotto alcuni aspetti non è vero niente. I miei amici sono cresciuti: lavorano, convivono, si sposano, fanno figli, pagano le rate e le bollette. Come è normale che sia, i problemi sono anche loro diventati grandi, più o meno di pari passo]

Sono sempre gli stessi, sedimentati e fossilizzati nella loro fermezza di voler rimanere dove sono. Lo spazio per nuovi sassolini si assottiglia, ormai non rimane spazio che per la polvere.

Al di là delle facce si estende un mare desertico di possibilità e di obiettivi, le cui onde si infrangono e si mescolano proprio come prima: rimanere a galla è impossibile, non è nella mia natura, non lo è mai stato. Alcune onde ritornano, altre si fanno cavalcare, altre ancora passano e scompaiono per sempre. Ce n’è sempre una, la stessa di sempre, che si nasconde e mi vuole cogliere di sorpresa. Prenderla o lasciarsi prendere? Forse meglio farsi catturare, magari esco da questa monolitica monotonia.

 

…è tutto così ridondante. Cerchi concentrici nell’acqua: si allargano, ma son sempre gli stessi.

 

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