Bozza di una lettera che non scriverò mai

Spero di non ricevere regali di Natale.
O meglio: so che ne riceverò, almeno quanto so di non volerne, ma spero siano pochi.

Il tempo di crisi non sembra aver intaccato la spessa superficie del consumismo. Improvvisamente nessuno lavora e nessuno guadagna, ma il giro di soldi rimane grande come il girovita del mondo.

Cosa me ne faccio degli oggetti che non aggiungono niente e tolgono spazio?

Ecco una lista degli unici regali che vorrei.

Beneficenza
Quella è sempre ben accetta, perché ci sono tanti animali sfortunati. Al massimo vanno bene anche le piante. No, io per beneficenza non intendo dare soldi alle grandi associazioni che aiutano gli altri esseri della mia specie.

Belle notizie
Tipo questa. Non se ne sentono un po’ poche, ma si sa, quelle non si possono regalare; se non ce ne sono non si possono creare dal nulla. Però la speranza è l’ultima a morire.

Desideri
Circa dieci anni fa ero quasi uguale ad ora, ma con una lista di desideri ancora da realizzare prima di tagliare il traguardo. Ora mi pare che io sia proprio lì vicino, ma magari se incontro qualche ostacolo si può sempre ritardare.

Il mondo
Cosa lo dico a fare. Non lo so. Anzi, non lo dico che è meglio.

Lei
È già passato un mese ma a me viene ancora voglia di chiamarla quando torno a casa. E mi manca ogni giorno. E non aggiungo altro.

Note musicali
Se proprio dovessi dire cosa mi fa stare un po’ meglio, è la musica. Meglio se alta, meglio se viva. Ma non vorrei esagerare, quindi questo è l’ultimo della lista.

Udito
Saper ascoltare è molto importante. Io me la caverei anche piuttosto bene, se non fosse che sono un po’ sorda. Non per modo di dire. Solo che non voglio che siano i medici o gli apparecchi tecnologici a risolvere la questione.