La mia scelta

Oggi vi parlo della mia scelta vegana.

Non è da molto che sono riuscita ad eliminare in toto tutti i derivati. Ma dopo 7 anni da vegetariana, ho deciso di fare un passo oltre.

Controllare la presenza di uova, latte e burro in tutti gli alimenti non sempre è facile, ed è altrettanto difficile resistere alle innumerevoli tentazioni.

Ad ogni modo ora è giunto davvero il tempo di dire basta: lo faccio da persona convinta, non è facile, ma nemmeno impossibile. Voglio descrivere le motivazioni e vorrei cercare di fornire una chiave di lettura diversa, perché non c’è bisogno di essere chissà chi per credere che sia la scelta migliore.

Cominciamo con i motivi.

Etico/animalista: quello che più degli altri ha spinto me. L’uccisione di animali per puro antropocentrismo è una pratica ancestrale. Siamo nel 21esimo secolo. Le alternative esistono, non c’è bisogno di far male agli altri solo perché ci si ritiene migliori. Carne e pesce (il tonno e il prosciutto non nascono in scatolette e vaschette) sono ovviamente derivati dall’uccisione, ma anche i derivati producono morte: le mucche da latte vengono mandate al macello dopo pochi anni, contro i circa 40 che vivrebbero normalmente, i vitellini vengono strappati alle madri e macellati affinché non rùbino il latte (ridicolo…sarebbe meglio dire il contrario!); i pulcini maschi, improduttivi, vengono tritati vivi. Se non strettamente di derivazione biologica inoltre, le galline ovaiole solitamente muoiono per le cattive condizioni in cui vivono. Non mi dilungo sulla presenza di parti animali in gelatine, coloranti, e varie.
E non entro nel merito dei maltrattamenti, sto parlando “solo” di morte. Insomma, la scelta vegetariana è già qualcosa, ma la produzione dei derivati non è meno violenta.

Salutistica: la carne rossa fa male. I nutrizionisti lo dicono ormai da tanto. E fin qui ci siamo. La carne inoltre è calorica, spesso grassa e di bassa qualità, imbottita di steroidi com’è. Un’alimentazione veg inoltre riduce la possibilità di contrarre malattie cardiache, ma anche cancro e diabete di tipo 2. Inoltre si riduce drasticamente l’assunzione di colesterolo. In particolare ne sono ricchi i tuorli d’uovo, le frattaglie ed i crostacei. Infine, il calcio contenuto nel latte è molto meno di quello che esso stesso richiede per essere digerito. Senza contare le intolleranze: ogni animale produce un latte diverso, ottimizzato per i propri cuccioli. È dunque ovvio che quello di specie diverse dalla nostra non sia adatto a noi. Ah, ovviamente è un’ottima dieta per rimanere in forma.
E comunque questa motivazione è la più antropocentrica, quanto meno dunque pensereste a voi stessi.

– Ambientalista: siamo 7 miliardi, le risorse che riusciamo a produrre/sfruttare al momento non sono di certo abbastanza. E non è di certo bello pensare che tanto 1/3 della popolazione è così povera da ovviare al problema. L’abbondanza che il mondo occidentale ha a disposizione e lo spreco che ne deriva è assolutamente insostenibile. Ma veniamo al dunque. La produzione di 1kg di carne comporta numerosi problemi: lo spreco d’acqua per pulire e dissetare gli animali, ma anche per coltivare il mangime a loro destinato; l’abbattimento di foreste per avere più zone in cui allevare e coltivare foraggio, il che comporta meno ossigeno e meno habitat naturali; la produzione di scarti di vario tipo, in particolare sterco, metano e anidride carbonica. Meno allevamenti significa avere più spazio per coltivare beni alimentari per l’uomo, significa meno disboscamenti e meno inquinamento.
E non mi metto a parlare di costi economici, ma non sono meno rilevanti.

Ecco, queste le motivazioni principali. Poi ognuno nella vita può scegliere di chiudere gli occhi e continuare a fregarsene di tutto e tutti. Tanto quando si verrà mangiati dai vermi non si dovrà pagare per i propri difetti e per le proprie mancanze. E anche ad essere credenti, a dirla tutta, tanto si andrebbe all’inferno (o quello che è in base alla religione) lo stesso.
Io nel mio piccolo ho deciso di dare una mano al pianeta che ci ospita, ho deciso di non essere complice di mattanze e disastri, di vivere con la coscienza un po’ più pulita e di guardare negli occhi ogni essere vivente senza sentirmi in colpa.

Ma la scelta vegan non è solo una dieta particolare: l’alimentazione non è l’unico settore che produce morte, anzi. Pellicce e capi in pelle, le calzature in particolare, sono altrettanto da eliminare, per gli stessi motivi. La seta, ottenuta bollendo vivi i bachi, anche. La lana, a meno che non ottenuta in maniera ecosostenibile e senza maltrattare le pecore (spesso lasciate nude al freddo, con ferite e quant’altro), non è meno problematica. Le sperimentazioni poi sono un ulteriore abominio. Sia per questioni banali e assolutamente evitabili come quelle per i cosmetici, sia quelle per ragioni scientifiche, che però possono essere assolutamente fatte in vitro e con tecnologie avanzate.

Concludo con una piccola nota: spesso si tende a pensare ai vegetariani e vegani come membri di una élite particolare, di un gruppo chiuso fatto di snob e/o “fricchettoni”. Non è così: sempre più persone di ogni classe sociale e di ogni pensiero politico si stanno avvicinando a questa realtà, perché è ad oggi quella che più sembra dare un futuro migliore a tutti.
Io non mi sento particolarmente diversa (tanto meno migliore), sono in ottima salute (i miei esami sono migliori di quelli di molti “carnivori”) e non squadro nessuno dall’alto in basso.

Questi sono un paio di link per chi volesse approfondire:
http://www.cambiamenu.it/
http://www.vegfacile.info/

Questo invece è un breve articolo scritto da me sui ristoranti in cui provare a gustare qualcosa di diverso ed etico.

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