Così è se mi pare e mi pare che è così.

Conto fino a…eh no, stavolta non ve lo dico. Non sono scema due volte.

 

Ah sento già il fresco che mi solletica la pelle fredda. Spero sia la volta buona che non sono più buona a nulla e il nulla ha detto che mi aspetta e mi fa vedere come si fa.

 

Sorrido da sola mentre stringo le ginocchia al petto con le braccia e mi abbraccio e mi basto. Basta. Bastoni. Bastonate. Violenza. Viola.

 

Sto nascosta in un angolo buio ma ormai è quasi tempo di sbucare fuori e bu.

Poi tempo pochi minuti e il fantasma scompare. Non dovete avere paura perchè i fantasmi sono già morti.

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Ho contato cose che contano.

aaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaaa

 

Cosa cazzo sto aspettando?

Numerologie inutili sono una scusa scusa sa mica se a quest’ora si può?

No però ormai è quella e quella rimane, ho dato una data per certa e una certa data è da considerarsi una data data.

Ed è un dato di fatto. La numerologia delle date che mi sta dietro e la so solo io e voi correrete dietro date date dagli altri e io invece ho le mie che ho tirato fuori da un cappello o da un capello ché è un capriccio anche se di riccio ne ho solo uno mi basta. Basta così ho deciso ed è così che si fa. Si prende e si fa che se si pensa e basta si rimane fermi e infermi all’inferno ma io no mi muovo di nuovo e poi basta basta basta basta poi basta poi basta mi dovete lasciare andare perchè è così che è. Dovete lasciarmi andare e io vado e voi non lo sapete perchè tanto non lo sapete e io posso andare.

Avete mai provato a seguire qualcuno più veloce di voi? Io seguo me stessa ma mi perdo e non mi trovo più.

 

Ciao.

Lampioni

Non so più che pesi prendere, che i pesci li lascio stare e i pesi pesano e ho già i miei.

 

Dove cazzo sto andando? Dove cazzo sono le indicazioni le frecce quelle cazzo di frecce che dovrebbero dire dove cazzo andare?

Non ci sono più nemmeno i lampioni sostituiti da lamponi fuori stagione che ormai fa freddo e loro dovrebbero andare in letargo e la strada è buia e se provo ad accendere i fari farò in fretta ma è tutto un fritto misto mi sto accorgendo che non vanno non funzionano.

Bùm.

Dove cazzo sono le indicazioni? Mi avevan detto di tirare dritto e se tirassi qualcosa cosa? Cosa tiro? Tiro un sasso o un meteorite intero che mi annienta e ciao.

Like a rolling stone

Vedo pietre rotolare giù sul pendio e nessuno che le raccoglie.

Solo qualche Sisifo, so che non ce la faranno. Si impegnano, ma non ce la faranno.

Io non ci provo più, sono stanca di arrampicarmi: sono arrivata su e lascio correre le pietre, sono troppe e non riesco a ritirarle su. Vedo loro che tentano all’infinito e non capisco come fanno.

Forse un giorno capiranno, forse no. Io sarò già dall’altra parte della montagna, a vedere come stanno le cose: un mucchio di niente, che le pietre importanti sono rimaste tutte dalla parte opposta. Quello che conta ha smesso di contare e non si ricorda nemmeno più dov’era arrivato. Ho provato a contare le pecore ma non funziona: il soffitto è sempre pieno di cose a cui pensare.

Io voglio essere dall’altra parte della montagna, quindi ci vado. In fondo è solo questione di buona volontà. Forse non è nemmeno così buona, ma fa niente, meglio rotolare giù a valle, scollinare in quella valle senza lacrime, ché ormai è tardi anche per loro.

Non lo vedete il tramonto? E’ così bello.

Paure

I bambini sono più sinceri di voi. Dicono le cose in faccia, preferiscono la verità.

Non si nascondono dietro i sorrisi, se c’è da piangere si piange, se c’è da tenere il broncio si tiene il broncio.

I bambini sono più coraggiosi di voi. Guardano la realtà in faccia, preferiscono la verità.

Non si nascondono e non indietreggiano, tengono alto lo sguardo e affrontano quello che c’è da affrontare.

I bambini sono più onesti di voi. Pensano quello che dicono, dicono quello che pensano. E basta.

Non fanno finta di niente come voi. Non si alzano al mattino sapendo che sarà un altro giorno uguale a quello di prima, perché i loro giorni sono tutti diversi. Non stanno a fissare il muro ripensando e rimuginando sulle scelte, non rimangiano quello che dicono. Non hanno paura, non delle cose importanti almeno.

Ma ognuno, in fondo, ognuno ha i propri mostri.
Vado a nascondermi nell’armadio, così vi posso spaventare ancora un po’ mentre mi accerto che il mio sia sempre lì fuori ad aspettare che mi svegli.

Lista dei regali

menosette

  • l’altra sponda del letto
  • un treno a impatto zero centimetri
  • una scarpa sugli addominali
  • un letto d’asfalto su cui tuffarsi
  • le linee curve, quelle giuste
  • colori, tutti possibilmente
  • coraggio, da usare tutto in una volta trattenendo il fiato e chiudendo forte gli occhi, con i pugni stretti.

 

Un puzzle di pezzi perfetti che non si incastrano con la mia forma, che forse non ce l’ho perchè non l’ho mai decisa.